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Smaltimento e rottamazione degli estintori

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Abbiamo spesso parlato di estintori, della loro rottamazione, del loro adeguato smaltimento (uno tra i servizi forniti da Ce.Stra S.r.l.), ma sappiamo davvero cosa sono? In questo articolo proveremo a spiegarlo e a fornire ulteriori informazioni a riguardo. È solo con un’informazione completa che si può comprendere perché sia necessario effettuare uno smaltimento corretto.

L’estintore è un prodotto molto recente, 1816, la cui diffusione è iniziata solo negli anni ’30 del XX secolo. Elemento fondamentale per la sicurezza di qualsiasi edificio, utilizzato correttamente consente di limitare i danni in caso di incendio e di tutelare l’incolumità delle persone. Un estintore è costituito da uno o più serbatoi, per l’agente estinguente e il propellente; una valvola per regolare il flusso dell’agente estinguente; un tubo flessibile; un agente estinguente, capace di estinguere il fuoco o limitarlo, e il propellente un gas atto all’espulsione dell’agente estinguente. È possibile classificare gli estintori in base a diversi parametri: il tipo di agente estinguente; la carica di agente estinguente; il sistema di propulsione; la trasportabilità e il metodo di impiego. Esistono tre tipi di agente estinguente e funzionano per soffocamento, raffreddamento e reazione chimica. Gli agenti per soffocamento impediscono il contatto tra il materiale combustibile e il comburente; quelli che agiscono per raffreddamento sottraggono calore al combustibile, mentre quelli che generano una reazione chimica agiscono direttamente con il combustibile, bloccandone le reazioni. La loro presenza è fondamentale per tutelare l’incolumità delle persone in caso di incendio.

Tutti gli estintori devono essere sottoposti ad approvazione di organismi ufficiali, i quali sono predisposti a constatare la corrispondenza con le norme di riferimento. Per gli estintori portatili, in Europa si applicano le norme EN 3, più volte aggiornate, le quali stabiliscono che l’estintore deve avere alcune caratteristiche fondamentali:

  • Identificabilità di tipo, agente estinguente, uso, efficacia (etichetta esplicativa che riporti i pittogrammi identificativi dei tipi di fuoco su cui l’estintore è utilizzabile), il tipo di agente estinguente e le classi ottenibili, oltre al colore rosso (RAL3000). (pittogrammi in attesa di autorizzazione da parte del CEN);
  • Evidenti metodi di azionamento, non richiedere azioni ripetute e, oltre una certa massa, essere dotato di una manichetta che ne consenta la facile rotazione e quindi la possibilità di orientalo con precisione e in modo differente;
  • Sicurezza di esercizio, per cui tutte le parti sottoposte a pressione devono sottostare a particolari prescrizioni.
  • Efficacia, per cui un estintore di massa determinata deve soddisfare delle classi di fuoco minime.

Nel nostro Paese la normativa di riferimento per gli estintori è il Decreto Legislativo del 7 gennaio 2005 “Norme tecniche e procedurali per la classificazione ed omologazione di estintori portatili di incendio”. Con questo decreto si è provveduto al recepimento della normativa europea. La manutenzione degli estintori è regolamentata dalla norma nazionale UNI 9994, la quale specifica le modalità e la frequenza minima delle varie operazioni di manutenzione.

La parte manutentiva deve prevedere sorveglianza, semplice esame visivo tramite le quali si possa constatare l’integrità dell’estintore; controllo semestrale, che attesti il buon funzionamento dell’apparecchio; revisione, tramite la quale si possa verificare lo stato di efficienza e di conservazione; collaudo, verifica della stabilità del serbatoio riferita alla pressione.

Quanto detto fin ora è abbastanza per delineare l’importanza e la delicatezza di questo tipo di prodotto il quale ha bisogno anche di uno smaltimento adeguato.

27 Gen, 17

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