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SISTRI, sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti

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La crisi ecologica ed ambientale è stata al centro del dibattito politico nazionale. In alcune regioni italiane l’emergenza rifiuti e l’illegalità strisciante nel settore dello smaltimento hanno messo in luce la necessità di redigere opportune legislazioni.
Nel corso dell’ultimo decennio sono state fatte diverse proposte in materia di gestione della filiera di recupero e smaltimento dei rifiuti, al fine di snellire e controllare il processo.

Il Ministero dell’Ambiente italiano ha avviato nel 2009 la procedura per creare un sistema informativo di monitoraggio e tracciabilità, chiamato SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti). Il controllo della distruzione dei rifiuti permette di abbattere costi ambientali ed economici semplificando l’iter di certificazione.
Il SISTRI si avvale di procedure tecnologiche tramite le quali è possibile trasferire in formato digitale la documentazione inerente, i soggetti e i materiali di scarto.

I mezzi adibiti al trasporto rifiuti vengono dotati di un trasponder, un dispositivo di trasferimento dati che consente di localizzarne e seguirne i movimenti. Su tali mezzi viene installata anche una chiave USB contenente i dati relativi ai rifiuti speciali.
Sono obbligati ad aderire al SISTRI tutti gli enti e le imprese coinvolte nella produzione e smaltimento di rifiuti pericolosi e speciali, come Ce. Stra S.r.l., come anche i Comuni e le imprese di trasporto. Il manuale operativo del SISTRI è soggetto a continui aggiornamenti diramati tramite decreto ministeriale. Le aziende sono tenute ad aggiornarsi costantemente sulle novità relative alle procedure di iscrizione, gli adempimenti e la compilazione dei registri di carico e scarico.

25 Nov, 16

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