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Rottami ferrosi e la normativa

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I criteri attraverso i quali i rottami di ferro, acciaio e quelli di alluminio cessano di essere rifiuti, sono stabiliti dal Regolamento UE n. 333/2011. L’articolo 5 di detto Regolamento prevede che i rottami ferrosi non siano più considerati rifiuti e siano accompagnati da una dichiarazione di conformità che deve esibire i seguenti dati:

  • Riferimenti del soggetto che ha svolto l’operazione di recupero
  • Specifiche tecniche del materiale ferroso e non ferroso
  • Quantità del materiale

Questa dichiarazione deve essere trasmessa dal produttore o l’importatore al detentore successivo della partita di rottami metallici. Inoltre il produttore o l’importatore è obbligato ad avere una copia della dichiarazione di conformità almeno per un anno in seguito alla data di rilascio, mettendola a disposizione delle autorità competenti che ne fanno richiesta.

Tra le altre cose il carico di rottami metallici deve essere accompagnato da un altro certificato che ne provi la radioattività, stilato in conformità alle norme nazionali o internazionali in materia di procedure di monitoraggio ed intervento applicabili ai rottami metallici radioattivi (ai sensi delle seguenti norme: Regolamento (UE) n. 333/2011, Direttiva 2008/98/CE, D.Lgs 230/95 e D.Lgs 23/2009 e s.m.e.i., norma UNI-10897 e procedure interne ove presenti).

Il produttore di rottami metallici deve svolgere tutte le attività applicando il sistema di gestione della qualità conforme all’articolo 6 del Regolamento n.333 del 2011, controllato da un verificatore riconosciuto oppure, se i rottami metallici che hanno cessato di essere rifiuti sono importati nel territorio doganale dell’Unione, da un verificatore indipendente.

09 Mar, 16

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