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Le regioni italiane e lo smaltimento dei rifiuti

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Quanto stanno facendo l’Italia e le sue regioni nello smaltimento dei rifiuti?

Attraverso alcuni dati scopriremo come il Bel Paese gestisce i rifiuti e quanto ha fatto nel corso del tempo.
Secondo i dati dell’ ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) sulla produzione e gestione dei rifiuti urbani, suddiviso per tipologia (carta, legno, plastica, rifiuti elettronici, rifiuti speciali) l’Italia, dopo le 30 tonnellate prodotte nel 2014, si attesta, per il 2015, su 29,5 milioni di tonnellate i rifiuti urbani, facendo rilevare una riduzione di -0,4% rispetto al 2014 e un calo complessivo, rispetto al 2011, di quasi 1,9 milioni di tonnellate (-5,9%).

A calare di più è il Centro Italia (-0,8%), che in valori assoluti produce 6,6 milioni di tonnellate di rifiuti, mentre il Nord si mantiene sulla media nazionale (-0,4%) con un quantitativo prodotto pari a 13,7 milioni di tonnellate; al Sud la produzione si contrae dello 0,2% (9,2 milioni di tonnellate).

Come si comportano le regioni

Sono 11 le regioni che segnalano una riduzione nella produzione dei rifiuti. Tra le prime c’è l’Umbria (con una diminuzione del 3%), seguono la Liguria, il Veneto e il Lazio. Il Trentino Alto Adige, la Basilicata e la Calabria mostrano riduzioni rispettivamente pari all’1,4%, 1,1% e 1%, mentre per Lombardia, Marche, Puglia e Sardegna la contrazione risulta inferiore all’1%.

Piccola crescita, invece, per la Sicilia, il Molise e la Toscana. Le peggiori sono l’Emilia Romagna e il Friuli Venezia Giulia.
Il discorso cambia per le grandi città, quelle che ospitano una popolazione residente superiore ai dieci milioni di abitanti.
Queste città hanno una produzione di rifiuti pari al 18,7% del totale nazionale. Solitamente in queste città la produzione pro capite è superiore rispetto alla media nazionale (dato che si attesta su circa 544 kg per abitante, 57 kg in più rispetto alla media italiana).

Valori superiori ai 600kg per abitante si rilevano a Catania, Firenze e Venezia, seguite da Roma, Padova, Bari e Bologna.
A questi dati va aggiunto che alcune regioni non sono dotate delle infrastrutture necessarie al trattamento dei rifiuti e per tale ragione si assiste in un trasferimento in altre regioni o all’estero. A migliorare sono anche gli indicatori dei rifiuti smaltiti in discarica: riduzione di circa il 16% rispetto al 2014 (quasi 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti). Analizzando il dato per macroarea geografica, la riduzione maggiore si rileva al Nord (-26%), dove circa 680 mila tonnellate in meno di rifiuti sono smaltite in discarica.

Al Centro (-14%) ed al Sud (-12%) si registrano riduzioni dello smaltimento più contenute, ma, comunque, significative.
Sono 149 le discariche per rifiuti non pericolosi e pericolosi ad aver ricevuto rifiuti provenienti dal circuito urbano nel 2015 (23 in meno rispetto al 2014).

30 Dic, 16

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