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Approfondimento: la Normativa RAEE (Recupero Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche)

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Abbiamo ampiamente parlato dello smaltimento dei rifiuti speciali RAEE, apparecchiature elettriche ed elettroniche, oggi vogliamo approfondire la normativa inerente. In Italia a regolamentare questo settore è il decreto legislativo 151 del 25 luglio 2005, attuativi RAEE 2007 e 2010.

Ma facciamo un passo indietro.

È il 13 febbraio del 2003 che la UE ha pubblicato due direttive:
Direttiva 2002/95/CE del Parlamento europeo e del consiglio del 27 gennaio 2003 sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche”, e “Direttiva 2002/96/CE del parlamento europeo e del consiglio del 27 gennaio 2003 sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) – integrata e modificata poi con direttiva 2003/108/CE del parlamento europeo e del consiglio dell’8 dicembre 2003”.

Sono questi testi che hanno gettato le basi per la legislazione e hanno avuto lo scopo di “Ravvicinare le legislazioni degli Stati membri sulle restrizioni dell’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche e a contribuire alla tutela della salute umana nonché al recupero e allo smaltimento ecologicamente corretto dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche” e inoltre, di “migliorare il funzionamento dal punto di vista ambientale di tutti gli operatori che intervengono nel ciclo di vita delle AEE (in sostanza gli oggetti prima di divenire rifiuto ndr), come ad esempio produttori, distributori e consumatori, in particolare quegli operatori direttamente collegati al trattamento dei rifiuti delle stesse”.

L’Italia ha recepito le Direttive europea tramite il decreto di cui sopra relativo alla “riduzione dell’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti“. È il passo primo e decisivo per la regolamentazione di questo settore e per l’impedimento di azioni illegali.

Affinché detto decreto diventasse effettivo è, però, passato del tempo, difatti si è dovuto attendere il 2007, anno in cui è stato pubblicato il “Decreto 25 Settembre 2007, n. 185 Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Istituzione e modalità di funzionamento del registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), costituzione e funzionamento di un centro di coordinamento per l’ottimizzazione delle attività di competenza dei sistemi collettivi e istituzione del comitato d’indirizzo sulla gestione dei RAEE, ai sensi degli articoli 13, comma 8, e 15, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151”.

È stato proprio questo decreto che ha dato il via all’attuale sistema di smaltimento ed ha messo in gioco diverse figure quali i distributori, i rivenditori al dettaglio quindi, ovvero coloro che adesso, hanno l’obbligo di ritirare dai loro clienti e consegnare nei punti di raccolta i vecchi elettrodomestici, i vecchi oggetti siti nelle case degli italiani.

Altra tappa fondamentale di questo percorso è stata nel 2010, anno durante il quale sono state invertite le parti, cioè il distributore è stato obbligato alla raccolta e di conseguenza alla consegna dei rifiuti nei centri di raggruppamento. È il “Decreto Ministeriale del 8 marzo 2010, n. 62“, noto per essere stato soprannominato “Uno contro uno”.

Questo decreto dice:

2. Rientra nella fase della raccolta il raggruppamento dei RAEE finalizzato al loro trasporto presso i centri di raccolta effettuato dai distributori presso i locali del proprio punto vendita o presso altro luogo risultante dalla comunicazione nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • a) il raggruppamento riguarda esclusivamente i RAEE provenienti dai nuclei domestici;
  • b) i RAEE di cui alla lettera sono trasportati presso i centri di raccolta con cadenza mensile e, comunque, quando ilquantitativo raggruppato raggiunga complessivamente i 3500 Kg;
  • c) il raggruppamento dei RAEE è effettuato presso il punto di vendita del distributore o presso altro luogo risultante dalla comunicazione in luogo idoneo, non accessibile a terzi e pavimentato.

I RAEE sono protetti dalle acque meteoriche e dall’azione del vento a mezzo di appositi sistemi di copertura anche mobili e raggruppati avendo cura di tenere separati i rifiuti pericolosi. È necessario garantire l’integrità delle apparecchiature, adottando tutte le precauzioni atte ad evitare il deterioramento delle stesse e la fuoriuscita di sostanze pericolose.

3. I distributori che effettuano il raggruppamento adempiono all’obbligo di tenuta del registro di carico e scarico mediante la compilazione di uno schedario numerato progressivamente, dal quale risultino il nominativo e l’indirizzo del consumatore che conferisce il rifiuto e la tipologia dello stesso. Tale schedario, integrato con i documenti di trasporto è conservato per tre anni dalla data dell’ultima registrazione”.

Tutti i distributori, per essere regolari, devono essere obbligatoriamente iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per le attività di raccolta e trasporto dei RAEE domestici. Gli obblighi riguardano anche i tecnici, i professionisti addetti a manutenzione e riparazione.

16 Feb, 16

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